Saul Bellow – Il re della pioggia

“E per cosa lotti papà?” disse Edward.
“Ma come,” risposi, “per cosa lotto? Diavolo, per la verità. Sì, proprio per questo, per la verità. Contro la falsità, ma gran parte della lotta è contro me medesimo.”
[…]
Di nuovo la domanda! Ancora! Era come la domanda che fece Tennyson al fiore nella crepa del muro. Cioè rispondere avrebbe implicato la storia dell’universo intero. Non sapevo cosa rispondere, come non lo sapevo quando me lo chiese Willatale. Cosa avrei detto a questo signore? Che l’esistenza mi si era fatta odiosa? Non era il tipo di risposta da dare in quella situazione. Potevo forse dirgli che il mondo, il mondo intero, il mondo nel suo complesso, si era posto contro la vita, ostile ad essa, ma che tuttavia io ero vivo e che mi era impossibile tirare avanti in quel mondo? Che qualcosa si opponeva, in me, il mio gruntu-molani e che mi rendeva impossibile l’accordo? No, non potevo dire neppure questo.

da: Il re della pioggia – traduzione di L. Bianciardi. Feltrinelli 1963