«In this seriocomic offshoot of Cervantes’s gigantic fable, we encounter once more that unstable compound of Catholic faith and Communist sympathy that has contributed its peculiar tension to so much of Greene’s fiction. Why is it that the hate of a man- even of a man like Franco – dies with his death, and yet love, the love which he had begun to feel for Father Quixote seemed now to live and grow in spite of the final separation and the final silence?».

Graham Greene, Monsignor Quixote,

Editrice Penguin

«Era qualcosa di mirabile e al contempo di sorprendente che coloro che avevano reso omaggio al Figlio di Miriam fossero pagani di una terra lontana, che professavano una fede estranea. I più prossimi non Lo avevano accolto, i grandi di Israele non si erano neppure accorti di Lui.. Lo avevano onorato soltanto dei pastori semiselvaggi, due santi vecchi e questi forestieri!».

Jan Dobraczynski, L’ombra del padre,

Editrice Morcelliana

«Mi ricordo che gliel’ho detto (a madame Rosa), molto francamente, bisogna dimagrire per mangiare di meno, ma è dura per una donna che è sola al mondo. Ha bisogno di chiunque altro. Quando non hai nessuno intorno che ti vuol bene, è tutto grasso che ti cresce addosso».

Romain Gary, La vita davanti a sé,

Edizioni Neri Pozza

«L’ora più solare per me

quella che più mi prende il corpo

quella che più mi prende la mente

quella che più mi perdona

è quando tu mi parli».

Alda Merini, Fiore di poesia 1951-1997,

Edizioni Einaudi

«Un uomo piò fare molte cose strane, ma fin quando non ha una teoria in proposito, noi lo perdoniamo. Se invece dietro le sue azioni c’è una teoria tutti gli danno addosso».

Saul Bellow, Il re della pioggia,

Edizioni Feltrinelli

«Wolfe mi aveva ripetuto migliaia di volte che nei casi d’emergenza dovevo usare l’intelletto guidato dall’esperienza».

Rex Stout, Nero Wolfe contro l’F.B.I,

Edizioni Mondadori

«E’ molto probabile che se anche fossi cresciuto del tutto libero dalla tua influenza non sarei mai divenuto un uomo rispondente alle tue attese».

Franz Kafka, Lettera al padre, Edizioni Feltrinelli

«Ma collègue Jo dit qu’on devient vieux quand on commence à radoter et que c’est une maladie qui peut s’attraper très jeune.
Maria, mon autre collègue, que ça vient avec la sourde oreille et les clés qu ‘ont cherche dix fois par jour.
J’ai vingt et un ans et je cherche mes clés dix fois par jour».

Valerie Perrin, Les oublies du dimmanche, Albin Michel

«Eravamo radicati in questa terra, come i papaveri e gli iris azzurri lo erano nelle loro rocce. I nostri avi avevano lavorato questa terra e vi avevano pregato da molto più tempo di quanto la memoria umana potesse ricordare.

In secondo luogo la nostra esistenza era indissolubilmente legata a quella dell’altro popolo venuto dalla Palestina: il popolo ebreo. Insieme avevamo sofferto sotto la ferula dei romani, dei crociati e dei turchi; insieme avevamo imparato a dividere le cose semplici dell’esistenza umana: la fede, il rispetto della vita e dell’ospitalità. Papà diceva che la sorgente di una vita comune felice per i popoli risiede proprio in questi valori».

Elias Chacour, Fratelli di sangue, Edizioni Dehoniane

«Dov’ero stavo bene, era perfetto, troppo perfetto…Però adesso non potrei più fare a meno del freddo e del caldo, avrei bisogno della paura e del sollievo, mi mancherebbero la fame e la sazietà, e la luce e il buio, e il dolore e il sorriso…Non posso più fermarmi».

Luigi Ballerini, Io sono zero, Il castoro

«Capita che leggendo un libro qualcosa dentro di noi cominci a muoversi, che dei grumi si mettano in movimento in profondità… All’improvviso è come se sentissimo una melodia lontana o una voce dimenticata che ci chiama».

David Grossmann, Sparare a una colomba, Mondadori editore

«Noi classifichiamo i nostri pensieri in scatole che si sono formate durante i nostri primi anni di vita e che ci permettono di orientarci… Avere poche scatole, sapere esattamente dove si trovino permette all’uomo di adattarsi rapidamente all’ambiente, ma d’altro canto questa semplicità è un limite, perché è estremamente riduttiva. Acconsentire ad aumentare il numero di scatole, farsi domande sulla loro efficacia, inventarne di nuove quando ve ne è la necessità, richiede più dispendio di tempo, ma mette in condizione di disporre di infinite possibilità aggiuntive. E forse semplicemente di sentirsi più liberi».

Alain Gillot, Una scacchiera nel cervello, edizioni e/o

«In virtù di ulteriori calcoli emerse che tra New York e Rochester ogni giorno transitavano otto treni passeggeri, trasportando ogni giorno una media di 6000 persone. Cioè circa un milione in sei mesi. Ebbene di questo milione la linea Erie ne uccide da 13 a 26 in sei mesi e nello stesso arco di tempo 13000 persone del milione che vive a New York muoiono nel loro letto! Il pericolo non risiede nel viaggiare in treno ma in quei letti mortali!».

Mark Twain, Del pericolo di rimanere a letto, Edizioni Mattioli

«Finché non siete veramente malato o soffrite la fame o avete paura o vi trovate rinchiuso in una prigione o in un villaggio turistico, la primavera è sempre primavera».

George Orwell, Nel ventre della balena,

Edizioni bompiani

Le ferite subite durante l’infanzia e le numerose perdite l’avevano reso incapace di mostrarsi vulnerabile o di esprimere l’affetto in modo esplicito.

Irvin D. Yalom, Chiamerò la polizia, Edizioni Neri Pozza

Nel mondo attuale i sentimenti di appartenenza a una medesima umanità si indeboliscono, mentre il sogno di costruire insieme la giustizia e la pace sembra un’utopia di altri tempi. Vediamo come domina un’INDIFFERENZA di comodo, fredda e globalizzata, figlia di una profonda disillusione che si cela dietro l’inganno di una illusione: CREDERE CHE POSSIAMO ESSERE ONNIPOTENTI E DIMENTICARE CHE SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA.

Papa Francesco, Fratelli tutti, LEV – Libreria Editrice Vaticana

La rabbia del malato si esprime in parole semplici, violente: perché a me? Parole che a volte possono diventare indicibili: perché proprio a me e non a un altro? E’ una frase ingiusta, è lo scandalo della cattiveria quando ci riguarda. (…) La VERGOGNA è questa cosa qui. Ci rivela l’inesprimibile di noi, e ci rivela cosa siamo per gli altri, quanto valiamo nel catalogo dei vivi, ora che siamo guasti.

Francesca Mannocchi, Bianco è il colore del danno, Edizioni Einaudi

…ovvero il RISCHIO della ricerca scientifica. «La necessità di combattere questi temibili nemici della salute umana va però considerata in un quadro più ampio che comprende anche pericoli che non sono strettamente connessi all’attività svolta in un laboratorio. [ … ] “È impossibile azzerare i rischi dell’esistenza. Di paura si muore e di rischio si vive! Possiamo affrontare il pericolo in modo intelligente per evitare il tracollo sociale e riprendere la vita in tutti i suoi aspetti. Ben venga allora il contagio della libertà contro la paura che lega ogni legame e spegne la vita di tutti».

Joseph Tritto, Cina Covid-19: la chimera che ha cambiato il mondo, Edizioni Cantagalli

ovvero un altro tassello sulla PATERNITA‘.

«La figlia gli era tornata alla memoria a frammenti, poi a ondate: in maternità quando l’aveva vista per la prima volta, nel letto tra lui e Violette, imbacuccata in una coperta, nella vasca da bagno, in giardino, davanti a una porta, che attraversava una stanza, che disegnava, che giocava col pongo, a tavola, nella piscina gonfiabile, nei corridoi della scuola, d’inverno, d’estate, col vestito rosso un po’ luccicante, che faceva i giochi di prestigio con le sue manine. E lui sempre lontano, come in visita nella vita della figlia che avrebbe voluto maschio».

Valerie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori, Edizioni e/o

“L’aridità non era il mio stato d’animo consueto, ma sopravveniva sempre quando mi mancava un LIBRO. Allora l’anima restava subito sconvolta e i pensieri si disperdevano con la lettura, li raccoglievo di nuovo e mi sentivo l’anima come bandita da una carezza”. Santa Teresa d’Avila

Santa Teresa D’Avila, Il libro della vita

Giovanni Bollea, Le madri non sbagliano mai, Edizioni Feltrinelli

“Ho imparato una cosa nei tribunali, in piedi e che non c’entra con la sentenza. Che … i giudici non pensano che quello che fanno sia giusto. Ma che la giustizia è solo l’esito possibile di un ragionamento”.

Valeria Parrella, Almarina, Einaudi Edizioni

Non è forse questa SOLITUDINE esistenziale la sorgente profonda di tanta insoddisfazione che cogliamo ai nostri giorni? Tanta insicurezza e tante reazioni sconsiderate hanno la loro origine nell’aver abbandonato Dio roccia di salvezza.

S. Giovanni Paolo II, dicembre 2002